Depressione post parto

Diventare genitori comporta un cambiamento di vita non solo entusiasmante ma anche pieno di incognite e di problemi difficilmente prevedibili.

Prima, durante e dopo la gravidanza, la donna deve confrontarsi con gli inevitabili cambiamenti di vita (come ad esempio le limitazioni o rinunce nella carriera, l’adattamento al nuovo ruolo di madre..), la routine di tutti i giorni (come spesso accade l’aumento della mole di lavoro, la diminuzione dei rapporti sociali, la mancanza di tempo da dedicare a sè stessi, la mancanza di un sostegno adeguato da parte del partner o della famiglia, problemi di coppia..), con la cura del proprio bambino, i suoi comportamenti e il suo temperamento; tutto questo richiede enormi capacità di resistenza fisica ed emotiva.

La depressione con esordio nel postpartum è un disturbo psicologico molto frequente, circa 10-15 mamme su 100 vengono colpite da questa patologia nei primi mesi dopo il parto.

Le cause della depressione postpartum sono probabilmente molteplici: una vulnerabilità genetica a sviluppare questo tipo di disturbo piuttosto che altri (quindi viene trasmessa geneticamente solo una predisposizione e non il disturbo vero e proprio), tratti di personalità, stili relazionali disfunzionali, eventi psicosociali non necessariamente negativi ma ai quali la persona fatica ad adattarsi (per es. la nascita del figlio, il matrimonio, un trasloco, una separazione, un trasferimento, problemi economici, cambiamenti di lavoro comprese le promozioni proprie o del partner, malattia o morte di una persona cara, ecc.), fattori fisiologici (cambiamenti ormonali, complicanze fisiche associate al parto, farmaci ecc.).

I sintomi della depressione post parto sono spesso tenuti nascosti per motivi di vergogna ma questo disturbo se viene trascurato o sottovalutato può avere effetti negativi su tutta la famiglia, rendendo difficile lo sviluppo di una buona relazione madre-bambino.

E’ importante sottolineare la differenza tra depressione post parto e maternity blues (conosciuto anche come baby blues), che colpisce il 70-80% delle puerpere (dato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) e consiste in una certa instabilità emotiva che colpisce la donna appena dopo il parto e nei giorni immediatamente successivi. Non si tratta di uno stato patologico e non vi è necessità di un intervento terapeutico (farmacologico o psicoterapeutico), perché questo stato di disagio, dovuto ai repentini cambiamenti ormonali, tende a rientrare spontaneamente e senza conseguenze in tempi brevi (circa due settimane).  

Nella depressione post parto si osservano molti sintomi come: umore depresso e/o irritabile, tristezza, crisi di pianto, sensazione di essere prive di valore, ansia o anche attacchi di panico, senso di colpa, preoccupazioni eccessive per la propria salute e per il bambino, mancanza di energie e sensazione di essere sfinite, perdita di interesse per attività prima considerate piacevoli tra cui quella sessuale, disturbi dell’appetito (mangiare troppo o troppo poco), scarsa concentrazione e difficoltà nel prendere decisioni, disturbi del sonno (per es. non riuscire a dormire nemmeno quando dorme il bambino), problemi di memoria, senso di disperazione “non ce la faccio più”  ed inadeguatezza “non sono una brava mamma”.

Il trattamento prevede una prima fase in cui si danno informazioni sul disturbo (caratteristiche, cause, conseguenze); è molto utile infatti che le donne comprendano che la depressione post parto è un disturbo comune e che non è segno di incapacità o fallimento come madre. Viene fornito sostegno psicologico per aiutare la donna ad esprimere i suoi problemi ed a riflettervi in modo razionale nell'ambito di una relazione empatica e collaborativa. Inizialmente paziente e terapeuta focalizzeranno l’attenzione principalmente sugli aspetti comportamentali (cosa fare e come) per migliorare il tono dell’umore in modo tale da poter poi utilizzare le tecniche cognitive, che richiedono una consapevolezza difficilmente riscontrabile agli inizi della terapia, in modo proficuo. Nella fase comportamentale vengono apprese delle tecniche per aumentare la capacità di affrontare i problemi e gestire lo stress. La terapia cognitiva ha come obiettivo quello di individuare e rimpiazzare i pensieri disfunzionali con pensieri più realistici.

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