Disturbi del sonno

Sono numerosi gli studi che hanno analizzato gli effetti della mancanza di sonno sugli aspetti fisiologici, psicologici, cognitivi e comportamentali della persona.

È difficile che ci sia una mancanza totale di sonno per più di una notte, molto più frequenti sono le perdite parziali di sonno caratterizzate da frammentazione del sonno e risvegli frequenti. In entrambi i casi le conseguenze possono essere considerevoli: sonnolenza o stanchezza durante il giorno, deficit cognitivi nei compiti che richiedono attenzione prolungata e tempi rapidi di reazione (come nella guida dell’auto o nell’utilizzo di macchinari), variazioni nell’umore come maggiore irritabilità, nervosismo, minore interesse e iniziativa. La sofferenza psicologica associata alla mancanza di sonno può favorire un abbassamento delle difese immunitarie. La carenza di sonno può quindi influire pesantemente sulla qualità della vita.
I disturbi del sonno sono molto diffusi e possono affliggere persone di qualsiasi età.

I disturbi del sonno principali sono:

  • Insonnia: la persona ha difficoltà nell’addormentamento e/o nel mantenimento del sonno. Si può parlare di insonnia solo quando la scarsità di sonno ha un’influenza negativa sul benessere e sul funzionamento della persona.
  • Ipersonnia: la persona sente la necessità di dormire un numero di ore superiore alla media, ha difficoltà a svegliarsi la mattina, sente il bisogno di stare a letto, di dormire, anche durante il giorno con "sonnellini" che durano un'ora circa ma che in realtà non hanno effetti riposanti. La persona con questo disturbo non ha difficoltà ad addormentarsi la sera e al risveglio è a volte nervosa e confusa. L'ipersonnia, non è indice di pigrizia.
  • Narcolessia: la persona ha degli attacchi improvvisi di sonno in orari e situazioni non appropriate nonostante abbia dormito sufficientemente la notte; al termine di questi attacchi la persona si sente riposata fino al successivo attacco di sonno. Questi episodi possono durare qualche minuto, mezz’ora, a volte anche un'ora. A volte la narcolessia si manifesta con cataplessia cioè la perdita del tono muscolare (che non consente di muoversi) in seguito a forti emozioni pur mantenendo la coscienza di ciò che sta avvenendo o con allucinazioni ipnagogiche ossia sogni angoscianti che la persona ha nella fase di addormentamento o nella fase del risveglio rendendosi perfettamente conto di ciò che avviene, senza tuttavia riuscire a svegliarsi.
  • Disturbo del sonno correlato alla respirazione: la persona ha apnee (arresto della respirazione), o russamento pesante o difficoltà di respiro durante il sonno che causano eccessiva sonnolenza diurna, secchezza delle fauci e spesso cefalee mattutine.
  • Disturbo del ritmo circadiano del sonno: la persona presenta uno squilibrio tra orologio interno (personale ritmo circadiano sonno-veglia) e orologio esterno (ciclo sonno-veglia richiesto dall'ambiente in cui vive la persona come ad esempio turni di lavoro irregolari) che causa disagio significativo nel funzionamento sociale, lavorativo, o di altre aree importanti della vita della persona.
  • Le parassonie sono disturbi del sonno che si presentano più frequentemente nell’infanzia e nell’adolescenza. Sono essenzialmente comportamenti anomali che si verificano durante il sonno:
  • Disturbo da incubi: la persona fa sogni terrificanti molto vividi durante il sonno REM, nella seconda metà della notte, quando il sonno è più profondo e che la portano al risveglio. La persona ricorda l’incubo nei dettagli e questo le rende difficile il riaddormentamento. A volte possono presentarsi più incubi nella stessa notte
  • Terrore nel sonno (Pavor Nocturnus): la persona nel primo terzo della notte fa incubi che la portano ad un brusco risveglio spesso accompagnato da urla e pianto, sudorazione e pupille dilatate. Il pavor nocturnus è caratterizzato da un'intensità emotiva maggiore rispetto all'incubo e la persona al risveglio ricorda solo alcuni frammenti di sogno. 
  • Sonnambulismo: questo disturbo del sonno porta la persona durante il sonno NREM, a compiere azioni come mangiare, camminare, etc. Se non viene svegliata torna a letto spontaneamente dopo circa 15 minuti, senza che abbia ricordi di quello che è successo.
  • Sindrome da gambe senza riposo: la persona avverte un irresistibile bisogno di muovere le gambe (o avverte formicolii, prurito o crampi) quando è a riposo, generalmente la sera, e questo può interferire significativamente con l’addormentamento. Questo spesso porta la persona ad alzarsi dal letto e camminare, fino a che non sente che il disturbo diminuisce. Ne soffrono di frequente le donne in gravidanza e le persone di mezza età.
  • Bruxismo: la persona digrigna i denti ossia sfrega tra di loro i denti, senza accorgersene il più delle volte, durante il sonno. Questo disturbo provoca danni ai denti in particolare ai canini e agli incisivi laterali (riduzione della lunghezza, usura, aumento della sensibilità al caldo e al freddo.
  • Enuresi notturna: vedi sezione specifica nei disturbi dei bambini.

Intervento: dopo una diagnosi precisa del tipo di disturbo del sonno che presenta la persona segue una fase psicoeducativa nella quale vengono spiegate al paziente le caratteristiche e le cause del disturbo. Vengono fornite informazioni di base sul sonno, strategie comportamentali per gestire il disturbo e insegnate tecniche di rilassamento.

Vengono utilizzate, poi, tecniche di ristrutturazione cognitiva per individuare e modificare i pensieri disfunzionali nei confronti del sonno.  

Close-up of alarm clock on night table

Disturbi_sonno2

 

Disturbi_sonno-03